lunedì 14 gennaio 2013

No all'espropriazione del Bene Comune



·         Al Signor Prefetto
·         Al Signor Questore
·         Al Presidente Autorità Portuale
·         Alla Gazzetta Del Sud
Oggetto: Solidarietà al Teatro Pinelli occupato e ritorno al dialogo con la città.
In relazione alla notizia pubblicata dagli organi di stampa locali inerente la richiesta del Presidente dell’Autorità Portuale di intervento delle forze dell’ordine al fine di “ripristinare il primato delle regole e per consentire l’avvio dei lavori di ristrutturazione del Teatro”  il direttivo del Circolo Arci Thomas Sankara esprimendo viva preoccupazione, così come manifestato da autorevoli rappresentati del terzo settore, dell’università, e del mondo della cultura, intende sottolineare quanto segue:
La richiesta dell’Autorità portuale contraddice le affermazioni riportate pubblicamente dal suo rappresentante in occasione dell’assemblea cittadina con la IV Circoscrizione e tradisce il percorso di confronto avviato tra le istituzioni e i cittadini e le cittadine  impegnati direttamente o indirettamente nel recupero della zona fieristica.
Il percorso intrapreso dal 15 dicembre si inscrive in una pratica che si differenzia dalle occupazioni finalizzate a scopi privatistici, e si richiama ai movimenti che lavorano esclusivamente per l’affermazione del “bene comune” e della democrazia dal basso. L’idea iniziale, come più volte rappresentato, era di restituire un teatro alla città, strappandolo all’abbandono ed all’incuria in cui la stessa Autorità Portuale lo aveva relegato.  L’atto dell’occupazione si configura quindi come atto di generosità da parte di un gruppo di cittadini che si sono presi cura di un bene comune, e lo hanno reso fruibile a migliaia di cittadini, di bambini e bambine, di famiglie.
Nell’arco di un mese sono state organizzate decine di iniziative culturali e sociali, facendo del teatro uno spazio di interazione tra soggetti e culture diverse, nuovo laboratorio di trasformazione sociale che ha restituito dignità alla nostra comunità e le ha dato luoghi e tempi di confronto prima negati.  
Il Circolo Arci Thomas Sankara ha sostenuto tale percorso e ha partecipato e contribuito attivamente al percorso intrapreso di trasformazione sociale al fine di coinvolgere la cittadinanza nelle decisioni e nella gestione dei beni comuni.
Scongiuriamo, quindi, le ipotesi di utilizzo della forza in risposta a criteri meramente legalistici, quando è in itinere un progetto di azionariato sociale per ricostruire e ridisegnare collettivamente  gli spazi della città.
Chiediamo al Presidente dell’Autorità Portuale di tenere fede alla parola data e al Prefetto di Messina di compiere quell’esercizio di mediazione attribuitogli dalla nostra democrazia, al Questore di evitare azioni che contraddicono l’immagine di una città aperta al dialogo e al confronto.

Circolo Arci Thomas Sankara