sabato 16 marzo 2013
domenica 3 febbraio 2013
sabato 19 gennaio 2013
giovedì 17 gennaio 2013
mercoledì 16 gennaio 2013
18 dicembre al Teatro Pinelli Occupato
ore 18:00 – presentazione
Laboratorio Parkour “Arcitrakeurs“ all’interno dell’ex spazio
fieristico. Per info sul laboratorio chiamare al circolo 0906413730 e
chiedere di Nizar, (dal lunedì al venerdì dopo le 18:00).
ore 20:00 - prove di bravura "Arcitrakeurs" sul palco del Teatro Pinelli
ore 20:30 - proiezione docu-fiction“Libera Tutti” realizzato dal circolo arci Thomas Sankara
ore 20:00 - prove di bravura "Arcitrakeurs" sul palco del Teatro Pinelli
ore 20:30 - proiezione docu-fiction“Libera Tutti” realizzato dal circolo arci Thomas Sankara
a seguire cena sociale.
Evento su fb
lunedì 14 gennaio 2013
No all'espropriazione del Bene Comune
·
Al Signor Prefetto
·
Al Signor Questore
·
Al Presidente Autorità Portuale
·
Alla Gazzetta Del Sud
Oggetto:
Solidarietà al Teatro Pinelli occupato e ritorno al dialogo con la città.
In
relazione alla notizia pubblicata dagli organi di stampa locali inerente la
richiesta del Presidente dell’Autorità Portuale di intervento delle forze
dell’ordine al fine di “ripristinare il primato delle regole e per consentire
l’avvio dei lavori di ristrutturazione del Teatro” il direttivo del Circolo Arci Thomas Sankara
esprimendo viva preoccupazione, così come manifestato da autorevoli
rappresentati del terzo settore, dell’università, e del mondo della cultura,
intende sottolineare quanto segue:
La
richiesta dell’Autorità portuale contraddice le affermazioni riportate
pubblicamente dal suo rappresentante in occasione dell’assemblea cittadina con
la IV Circoscrizione e tradisce il percorso di confronto avviato tra le
istituzioni e i cittadini e le cittadine
impegnati direttamente o indirettamente nel recupero della zona
fieristica.
Il
percorso intrapreso dal 15 dicembre si inscrive in una pratica che si
differenzia dalle occupazioni finalizzate a scopi privatistici, e si richiama
ai movimenti che lavorano esclusivamente per l’affermazione del “bene comune” e
della democrazia dal basso. L’idea iniziale, come più volte rappresentato, era
di restituire un teatro alla città, strappandolo all’abbandono ed all’incuria
in cui la stessa Autorità Portuale lo aveva relegato. L’atto dell’occupazione si configura quindi
come atto di generosità da parte di un gruppo di cittadini che si sono presi
cura di un bene comune, e lo hanno reso fruibile a migliaia di cittadini, di
bambini e bambine, di famiglie.
Nell’arco
di un mese sono state organizzate decine di iniziative culturali e sociali, facendo
del teatro uno spazio di interazione tra soggetti e culture diverse, nuovo
laboratorio di trasformazione sociale che ha restituito dignità alla nostra
comunità e le ha dato luoghi e tempi di confronto prima negati.
Il Circolo
Arci Thomas Sankara ha sostenuto tale percorso e ha partecipato e contribuito
attivamente al percorso intrapreso di trasformazione sociale al fine di
coinvolgere la cittadinanza nelle decisioni e nella gestione dei beni comuni.
Scongiuriamo,
quindi, le ipotesi di utilizzo della forza in risposta a criteri meramente
legalistici, quando è in itinere un progetto di azionariato sociale per
ricostruire e ridisegnare collettivamente
gli spazi della città.
Chiediamo
al Presidente dell’Autorità Portuale di tenere fede alla parola data e al
Prefetto di Messina di compiere quell’esercizio di mediazione attribuitogli
dalla nostra democrazia, al Questore di evitare azioni che contraddicono
l’immagine di una città aperta al dialogo e al confronto.
Circolo Arci Thomas
Sankara
sabato 29 dicembre 2012
2013.......................
Auguri.....
Il Circolo Arci Thomas Sankara riprenderà le proprie attività il 7 gennaio 2013.
Nel frattempo potete partecipare alle iniziative del Teatro Pinelli , guarda la programmazione https://www.facebook.com/notes/teatro-pinelli-occupato/programmazione-teatro-in-fiera-pinelli-occupato-dicembre-gennaio-/319166828197594.
Per ottenere un cambiamento radicale
bisogna avere il coraggio d’inventare l’avvenire
Thomas Sankara
(1949-1987)
Caro/a socio/a,
nel farti gli auguri per capodanno vogliamo
invitarti a trascorrere la notte di San Silvestro insieme al direttivo del
circolo, al Teatro Pinelli Occupato.
Il programma della serata prevede alle 21.00 la
cena sociale nei locali dell'Irrera a Mare (dentro la Fiera), e poi aspetteremo
la mezzanotte lungo la passeggiata a mare per riappropriarci di uno dei luoghi
più suggestivi della nostra città. Come nelle grandi capitali europee, la
piazza diventa luogo di partecipazione e condivisione collettiva.
Sei invitato a portare qualcosa: cibo, bevande,
musica, fiaccole, se lo vorrai. Comunque sarai il benvenuto!
Dal 7 gennaio sono aperte le iscrizioni e le prenotazioni
per:
Laboratorio di lingua tedesca
Serata araba per il ciclo il mondo in tavola,
venerdì 25 gennaio ore 20:30
lunedì 10 dicembre 2012
Sovetskaya Nostalghia!
Il secondo incontro del ciclo "Il mondo in tavola" (esperti madretavola presentano
cene tematiche con approndimenti culturali) ci presenta una tipica serata del periodo "sovietico", con cibo e atmosfere culturali antecedenti al 1991.
SOVETSKAYA NOSTALGHIA! culture gastronomiche dalle ex Repubbliche Sovietiche
AMBIENTAZIONE, FILM E MUSICA
VENERDì 21 DICEMBRE ORE 20:30
AMBIENTAZIONE, FILM E MUSICA
VENERDì 21 DICEMBRE ORE 20:30
ingresso riservato ai soci arci (il socio può essere
accompagnato da 1 familiare o dal partner non
tesserato)
L'ingresso per i nuovi soci è di € 19,00,
comprensivo di cena e tesseramento.
E' richiesta la prenotazione, (tutti i
giorni dalle 18 alle 21) tel 0906413730 entro il giorno
prima.
La cena sarà servita ai tavoli è richiesta
la puntualità, ingresso sino alle 21:15.
15 dicembre inziativa contro la manifestazione di Forza Nuova
Una città umiliata dall’inadeguatezza dei suoi ceti dirigenti e ferita nei suoi legami sociali
dalle politiche di austerità imposte dal governo Monti (tramite
plebisciti parlamentari che dovrebbero pur dirci qualcosa, sulla gravità
della febbre della nostra democrazia).
Sottopelle, sottotraccia, oppure affiorando lì dove spesso non sappiamo riconoscerlo, un misto di paura, rancore e dolore sociale diventa, poco a poco oppure con brusche accelerazioni, senso comune: e quando le prospettive di futuro sono inghiottite da un presente che divora dignità e aspirazioni, ad un corpo sociale livido di fratture può succedere di tutto.
La crisi economica, il suo carico fatto pesare sulle spalle più fragili da chi detiene le leve del potere finanziario e delle politiche pubbliche, può essere un’occasione: un prisma attraverso cui guardare per ripensare molte cose.
Per riaprire una discussione collettiva su come stiamo e su come potremmo stare meglio.
Per scegliere con coraggio di non arrendersi a rapporti sociali segnati dal dominio di pochi e dalla soggezione di molti come ci si arrende di fronte ad una fatalità immodificabile.
Per cucire le tante solitudini dentro una trama collettiva che evochi e pratichi la possibilità di ribellarsi facendo vivere un’altra idea del mondo e delle relazioni tra le persone: lottando affinché gli studenti e le studentesse che hanno occupato le scuole e invaso le piazze, i lavoratori e le lavoratrici meridionali e migranti che rivendicano salario e rispetto, si coalizzino per far "pagare la crisi" a chi l’ha prodotta e non a chi la subisce quotidianamente.
Oppure può succedere che il paesaggio sociale che abbiamo provato a tratteggiare diventi il terreno di coltura di una semina cattiva – populista e xenofoba, sessista e omofoba. Il fascismo e il nazismo si sono insediati nel cuore dell’Europa, tra gli anni venti e gli anni trenta del 900, sfruttando proprio quel mix esplosivo che sono, insieme, la disoccupazione di massa, il senso di insicurezza diffuso e la recessione galoppante.
“Sei disoccupato, precario, sfruttato a lavoro oppure sul punto di essere sfrattato da casa? Tieni una clava, di ferro o di sillabe scandite in un coro razzista allo stadio, e puntala contro lo straniero che ti ruba il lavoro, contro l’omosessuale che mette in discussione l’ordine familiare tradizionale, contro ogni diversità che non è più una ricchezza ma un capro espiatorio a portata di mano su cui veicolare le tue angosce. Abbi paura dello zingaro sul pianerottolo della tua quiete e della tua inquietudine domestica, ma fregatene se il diritto al reddito e alla casa, la sanità e l’istruzione pubblica sono un privilegio per pochi e non un bene comune a disposizione di tutti e tutte – quale che sia la quantità di soldi nel portafogli, il colore della pelle, l’orientamento sessuale”.
Questa semina cattiva può attecchire, sedimentare, diventare contagiosa, sfigurare ulteriormente il volto delle nostre società. I codici culturali che la alimentano sono già in larga misura presenti e stratificati nelle politiche dei governi che criminalizzano i poveri, nella nostra assuefazione a quei lager che sono i centri di identificazione e di espulsione dei migranti, nel ‘’me ne frego” dipinto nelle facce di molti di fronte alle ingiustizie ed ai soprusi sui più deboli, nella gerarchizzazione dentro i luoghi di lavoro, nelle viscere dei nostri territori.
Questa ci pare essere, quotidianamente e non solo dentro un’occasione episodica, la posta in gioco. In che modo attraversare la crisi, in che modo lottare per uscirne.
Il 15 dicembre è una tappa di questa lotta.
Non possiamo accettare che lungo le vie della nostra città echeggino le parole d’ordine del sopruso e della sopraffazione - magari inframmezzate da qualche fragile, impettito, slogan contro gli stessi ‘’poteri forti’’ per conto dei quali, sempre, i fascisti di questo paese si sono mobilitati a seminare il terrore e la tensione come un argine contro le lotte sociali (contro la capacità di quelle lotte di modificare in meglio la quotidianità delle persone, diventando contagiose): piazzando bombe nelle stazioni, sprangando e talvolta uccidendo “ricchioni” e “tossici”, agendo da braccio armato a tutela di rapporti sociali diseguali e feroci.
Non possiamo accettarlo perché pochi giorni fa nel nostro paese un ragazzo di 15 anni, omosessuale, si è suicidato sotto l’urto di un’aria irrespirabile per i ‘’diversi’’: un’aria cattiva contro cui noi vogliamo dispiegare tutta la determinazione dei nostri corpi e dei nostri polmoni. E Forza Nuova, invece, nei suoi documenti, nei suoi volantini, nella sua pratica politica, afferma con violenza che l’omosessualità è una malattia da curare con una 'pedagogia' autoritaria e discriminatoria.
Non possiamo accettarlo perché dal tunnel della crisi si esce solo imboccando una strada diversa.
Per questo sentiamo di dover unire le nostre voci a quelle di chi in questi giorni sta chiedendo alle pubbliche autorità di vietare un corteo di chiara matrice fascista, dunque organicamente anti-costituzionale.
Per questo, soprattutto, rivolgiamo un intenso appello a tutte e a tutti coloro per i quali l’antifascismo non deve vivere dentro una dimensione ritualistica e cerimoniale ma dentro lo sforzo quotidiano di una lotta per l’uguaglianza, la giustizia sociale, la libertà - quella vera, che risiede nella partecipazione: non quella di plastica, e neppure quella servile.
Quel giorno riprendiamoci le strade, opponiamoci con un presidio alla lugubre sfilata di svastiche e croci celtiche, di ignoranza e pregiudizi.
Impegniamoci a colorarle con una street antifascista e antirazzista.
E, soprattutto, da qui a quel giorno lanciamo nel cuore della nostra città, sperando accada anche nelle altre città della nostra regione, una discussione aperta e franca sulla necessitata attualità dell’antifascismo oggi, al tempo della crisi. Una discussione collettiva sulla necessità di demistificare i codici culturali contro cui ci battiamo giorno dopo giorno, e di disinnescare con forza ed intelligenza, con duttilità ed intransigenza, tutte le iniziative che intendono riprodurli, alimentarli, eternarli.
No pasaran.
Laboratorio "Luogo comune"
Assemblea antifascista
Sottopelle, sottotraccia, oppure affiorando lì dove spesso non sappiamo riconoscerlo, un misto di paura, rancore e dolore sociale diventa, poco a poco oppure con brusche accelerazioni, senso comune: e quando le prospettive di futuro sono inghiottite da un presente che divora dignità e aspirazioni, ad un corpo sociale livido di fratture può succedere di tutto.
La crisi economica, il suo carico fatto pesare sulle spalle più fragili da chi detiene le leve del potere finanziario e delle politiche pubbliche, può essere un’occasione: un prisma attraverso cui guardare per ripensare molte cose.
Per riaprire una discussione collettiva su come stiamo e su come potremmo stare meglio.
Per scegliere con coraggio di non arrendersi a rapporti sociali segnati dal dominio di pochi e dalla soggezione di molti come ci si arrende di fronte ad una fatalità immodificabile.
Per cucire le tante solitudini dentro una trama collettiva che evochi e pratichi la possibilità di ribellarsi facendo vivere un’altra idea del mondo e delle relazioni tra le persone: lottando affinché gli studenti e le studentesse che hanno occupato le scuole e invaso le piazze, i lavoratori e le lavoratrici meridionali e migranti che rivendicano salario e rispetto, si coalizzino per far "pagare la crisi" a chi l’ha prodotta e non a chi la subisce quotidianamente.
Oppure può succedere che il paesaggio sociale che abbiamo provato a tratteggiare diventi il terreno di coltura di una semina cattiva – populista e xenofoba, sessista e omofoba. Il fascismo e il nazismo si sono insediati nel cuore dell’Europa, tra gli anni venti e gli anni trenta del 900, sfruttando proprio quel mix esplosivo che sono, insieme, la disoccupazione di massa, il senso di insicurezza diffuso e la recessione galoppante.
“Sei disoccupato, precario, sfruttato a lavoro oppure sul punto di essere sfrattato da casa? Tieni una clava, di ferro o di sillabe scandite in un coro razzista allo stadio, e puntala contro lo straniero che ti ruba il lavoro, contro l’omosessuale che mette in discussione l’ordine familiare tradizionale, contro ogni diversità che non è più una ricchezza ma un capro espiatorio a portata di mano su cui veicolare le tue angosce. Abbi paura dello zingaro sul pianerottolo della tua quiete e della tua inquietudine domestica, ma fregatene se il diritto al reddito e alla casa, la sanità e l’istruzione pubblica sono un privilegio per pochi e non un bene comune a disposizione di tutti e tutte – quale che sia la quantità di soldi nel portafogli, il colore della pelle, l’orientamento sessuale”.
Questa semina cattiva può attecchire, sedimentare, diventare contagiosa, sfigurare ulteriormente il volto delle nostre società. I codici culturali che la alimentano sono già in larga misura presenti e stratificati nelle politiche dei governi che criminalizzano i poveri, nella nostra assuefazione a quei lager che sono i centri di identificazione e di espulsione dei migranti, nel ‘’me ne frego” dipinto nelle facce di molti di fronte alle ingiustizie ed ai soprusi sui più deboli, nella gerarchizzazione dentro i luoghi di lavoro, nelle viscere dei nostri territori.
Questa ci pare essere, quotidianamente e non solo dentro un’occasione episodica, la posta in gioco. In che modo attraversare la crisi, in che modo lottare per uscirne.
Il 15 dicembre è una tappa di questa lotta.
Non possiamo accettare che lungo le vie della nostra città echeggino le parole d’ordine del sopruso e della sopraffazione - magari inframmezzate da qualche fragile, impettito, slogan contro gli stessi ‘’poteri forti’’ per conto dei quali, sempre, i fascisti di questo paese si sono mobilitati a seminare il terrore e la tensione come un argine contro le lotte sociali (contro la capacità di quelle lotte di modificare in meglio la quotidianità delle persone, diventando contagiose): piazzando bombe nelle stazioni, sprangando e talvolta uccidendo “ricchioni” e “tossici”, agendo da braccio armato a tutela di rapporti sociali diseguali e feroci.
Non possiamo accettarlo perché pochi giorni fa nel nostro paese un ragazzo di 15 anni, omosessuale, si è suicidato sotto l’urto di un’aria irrespirabile per i ‘’diversi’’: un’aria cattiva contro cui noi vogliamo dispiegare tutta la determinazione dei nostri corpi e dei nostri polmoni. E Forza Nuova, invece, nei suoi documenti, nei suoi volantini, nella sua pratica politica, afferma con violenza che l’omosessualità è una malattia da curare con una 'pedagogia' autoritaria e discriminatoria.
Non possiamo accettarlo perché dal tunnel della crisi si esce solo imboccando una strada diversa.
Per questo sentiamo di dover unire le nostre voci a quelle di chi in questi giorni sta chiedendo alle pubbliche autorità di vietare un corteo di chiara matrice fascista, dunque organicamente anti-costituzionale.
Per questo, soprattutto, rivolgiamo un intenso appello a tutte e a tutti coloro per i quali l’antifascismo non deve vivere dentro una dimensione ritualistica e cerimoniale ma dentro lo sforzo quotidiano di una lotta per l’uguaglianza, la giustizia sociale, la libertà - quella vera, che risiede nella partecipazione: non quella di plastica, e neppure quella servile.
Quel giorno riprendiamoci le strade, opponiamoci con un presidio alla lugubre sfilata di svastiche e croci celtiche, di ignoranza e pregiudizi.
Impegniamoci a colorarle con una street antifascista e antirazzista.
E, soprattutto, da qui a quel giorno lanciamo nel cuore della nostra città, sperando accada anche nelle altre città della nostra regione, una discussione aperta e franca sulla necessitata attualità dell’antifascismo oggi, al tempo della crisi. Una discussione collettiva sulla necessità di demistificare i codici culturali contro cui ci battiamo giorno dopo giorno, e di disinnescare con forza ed intelligenza, con duttilità ed intransigenza, tutte le iniziative che intendono riprodurli, alimentarli, eternarli.
No pasaran.
Laboratorio "Luogo comune"
Assemblea antifascista
APPUNTAMENTO SABATO 15 DICEMBRE PIAZZA CAIROLI 10:30 - 11:00
L' Arci si riconosce nei valori democratici nati dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo, valori che trovano piena affermazione nella Costituzione repubblicana, così recita lo statuto della nostra associazione, scritto nel dopoguerra in risposta agli anni di dittatura fascista e alla repressione sfociata spesso nel sangue di migliaia di compagne e compagni, che durante il ventennio, operavano nelle società di muto soccorso da cui l'Arci ha avuto origine.
Il Circolo Arci Thomas Sankara sarà presente alla manifestazione "Non si torna indietro" organizzata in risposta al corteo di Forza Nuova a Messina, organizzazione di stampo neofascista, xenofoba e razzista, di sabato pomeriggio.
Aderisce alla manifestazione il Comitato Territoriale Arci Messina, che rappresenta le decine di circoli arci presenti nella provincia di Messina, presidi democratici per l'uguaglianza e la giustizia sociale.
Non possiamo restare in silenzio, ti aspettiamo per dire no AL NEOFASCISMO - AL RAZZISMO - ALLE CAMPAGNE DENIGRATORIE E VIOLENTE CONTRO GLI STRANIERI - A CHI SI OPPONE ALLA CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA AI RAGAZZI/RAGAZZE DI ORIGINE STRANIERA NATI IN ITALIA - A CHI VUOLE RITORNARE AL CONCORDATO CON LA CHIESA DEL 1929 ED ANNULLARE LE BATTAGLIE DI LIBERTA' DELLE DONNE - ALL'OMOFOBIA - A UN'ORGANIZZAZIONE ILLEGALE CHE TRADISCE LA NOSTRA COSTITUZIONE I CUI FONDATORI SONO STATI CONDANNATI PER BANDA ARMATA ED ASSOCIAZIONE SOVVERSIVA
Perchè l'Italia rimanga un paese democratico
L' Arci si riconosce nei valori democratici nati dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo, valori che trovano piena affermazione nella Costituzione repubblicana, così recita lo statuto della nostra associazione, scritto nel dopoguerra in risposta agli anni di dittatura fascista e alla repressione sfociata spesso nel sangue di migliaia di compagne e compagni, che durante il ventennio, operavano nelle società di muto soccorso da cui l'Arci ha avuto origine.
Il Circolo Arci Thomas Sankara sarà presente alla manifestazione "Non si torna indietro" organizzata in risposta al corteo di Forza Nuova a Messina, organizzazione di stampo neofascista, xenofoba e razzista, di sabato pomeriggio.
Aderisce alla manifestazione il Comitato Territoriale Arci Messina, che rappresenta le decine di circoli arci presenti nella provincia di Messina, presidi democratici per l'uguaglianza e la giustizia sociale.
Non possiamo restare in silenzio, ti aspettiamo per dire no AL NEOFASCISMO - AL RAZZISMO - ALLE CAMPAGNE DENIGRATORIE E VIOLENTE CONTRO GLI STRANIERI - A CHI SI OPPONE ALLA CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA AI RAGAZZI/RAGAZZE DI ORIGINE STRANIERA NATI IN ITALIA - A CHI VUOLE RITORNARE AL CONCORDATO CON LA CHIESA DEL 1929 ED ANNULLARE LE BATTAGLIE DI LIBERTA' DELLE DONNE - ALL'OMOFOBIA - A UN'ORGANIZZAZIONE ILLEGALE CHE TRADISCE LA NOSTRA COSTITUZIONE I CUI FONDATORI SONO STATI CONDANNATI PER BANDA ARMATA ED ASSOCIAZIONE SOVVERSIVA
Perchè l'Italia rimanga un paese democratico
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