lunedì 10 dicembre 2012

Sovetskaya Nostalghia!

Il secondo incontro del ciclo "Il mondo in tavola" (esperti madretavola presentano cene tematiche con approndimenti culturali) ci presenta una tipica serata del periodo "sovietico", con cibo e atmosfere culturali antecedenti al 1991.
 SOVETSKAYA NOSTALGHIA! culture gastronomiche dalle ex Repubbliche Sovietiche
AMBIENTAZIONE, FILM E MUSICA
VENERDì 21 DICEMBRE ORE 20:30
ingresso riservato ai soci arci (il socio può essere accompagnato da 1 familiare o dal partner non tesserato)
L'ingresso per i nuovi soci è di € 19,00, comprensivo di cena e tesseramento.
E' richiesta la prenotazione, (tutti i giorni dalle 18 alle 21) tel 0906413730 entro il giorno prima. 
La cena sarà servita ai tavoli è richiesta la puntualità, ingresso sino alle 21:15.

15 dicembre inziativa contro la manifestazione di Forza Nuova

l 15 dicembre 2012 i fascisti di Forza Nuova intendono sfilare per le strade del centro di Messina: un corteo regionale "contro l’europa delle banche e il governo delle tasse" si preparerebbe dunque a covare le 'uova di serpente' del pensiero autoritario nella pancia e nel cuore di una città stritolata dalla crisi - almeno in alcuni strati sociali, la cui estensione eccede forse i nostri strumenti di misurazione.
Una città umiliata dall’inadeguatezza dei suoi ceti dirigenti e ferita nei suoi legami sociali

dalle politiche di austerità imposte dal governo Monti (tramite plebisciti parlamentari che dovrebbero pur dirci qualcosa, sulla gravità della febbre della nostra democrazia).
Sottopelle, sottotraccia, oppure affiorando lì dove spesso non sappiamo riconoscerlo, un misto di paura, rancore e dolore sociale diventa, poco a poco oppure con brusche accelerazioni, senso comune: e quando le prospettive di futuro sono inghiottite da un presente che divora dignità e aspirazioni, ad un corpo sociale livido di fratture può succedere di tutto.
La crisi economica, il suo carico fatto pesare sulle spalle più fragili da chi detiene le leve del potere finanziario e delle politiche pubbliche, può essere un’occasione: un prisma attraverso cui guardare per ripensare molte cose.
Per riaprire una discussione collettiva su come stiamo e su come potremmo stare meglio.
Per scegliere con coraggio di non arrendersi a rapporti sociali segnati dal dominio di pochi e dalla soggezione di molti come ci si arrende di fronte ad una fatalità immodificabile.
Per cucire le tante solitudini dentro una trama collettiva che evochi e pratichi la possibilità di ribellarsi facendo vivere un’altra idea del mondo e delle relazioni tra le persone: lottando affinché gli studenti e le studentesse che hanno occupato le scuole e invaso le piazze, i lavoratori e le lavoratrici meridionali e migranti che rivendicano salario e rispetto, si coalizzino per far "pagare la crisi" a chi l’ha prodotta e non a chi la subisce quotidianamente.
Oppure può succedere che il paesaggio sociale che abbiamo provato a tratteggiare diventi il terreno di coltura di una semina cattiva – populista e xenofoba, sessista e omofoba. Il fascismo e il nazismo si sono insediati nel cuore dell’Europa, tra gli anni venti e gli anni trenta del 900, sfruttando proprio quel mix esplosivo che sono, insieme, la disoccupazione di massa, il senso di insicurezza diffuso e la recessione galoppante.
“Sei disoccupato, precario, sfruttato a lavoro oppure sul punto di essere sfrattato da casa? Tieni una clava, di ferro o di sillabe scandite in un coro razzista allo stadio, e puntala contro lo straniero che ti ruba il lavoro, contro l’omosessuale che mette in discussione l’ordine familiare tradizionale, contro ogni diversità che non è più una ricchezza ma un capro espiatorio a portata di mano su cui veicolare le tue angosce. Abbi paura dello zingaro sul pianerottolo della tua quiete e della tua inquietudine domestica, ma fregatene se il diritto al reddito e alla casa, la sanità e l’istruzione pubblica sono un privilegio per pochi e non un bene comune a disposizione di tutti e tutte – quale che sia la quantità di soldi nel portafogli, il colore della pelle, l’orientamento sessuale”.
Questa semina cattiva può attecchire, sedimentare, diventare contagiosa, sfigurare ulteriormente il volto delle nostre società. I codici culturali che la alimentano sono già in larga misura presenti e stratificati nelle politiche dei governi che criminalizzano i poveri, nella nostra assuefazione a quei lager che sono i centri di identificazione e di espulsione dei migranti, nel ‘’me ne frego” dipinto nelle facce di molti di fronte alle ingiustizie ed ai soprusi sui più deboli, nella gerarchizzazione dentro i luoghi di lavoro, nelle viscere dei nostri territori.
Questa ci pare essere, quotidianamente e non solo dentro un’occasione episodica, la posta in gioco. In che modo attraversare la crisi, in che modo lottare per uscirne.
Il 15 dicembre è una tappa di questa lotta.
Non possiamo accettare che lungo le vie della nostra città echeggino le parole d’ordine del sopruso e della sopraffazione - magari inframmezzate da qualche fragile, impettito, slogan contro gli stessi ‘’poteri forti’’ per conto dei quali, sempre, i fascisti di questo paese si sono mobilitati a seminare il terrore e la tensione come un argine contro le lotte sociali (contro la capacità di quelle lotte di modificare in meglio la quotidianità delle persone, diventando contagiose): piazzando bombe nelle stazioni, sprangando e talvolta uccidendo “ricchioni” e “tossici”, agendo da braccio armato a tutela di rapporti sociali diseguali e feroci.
Non possiamo accettarlo perché pochi giorni fa nel nostro paese un ragazzo di 15 anni, omosessuale, si è suicidato sotto l’urto di un’aria irrespirabile per i ‘’diversi’’: un’aria cattiva contro cui noi vogliamo dispiegare tutta la determinazione dei nostri corpi e dei nostri polmoni. E Forza Nuova, invece, nei suoi documenti, nei suoi volantini, nella sua pratica politica, afferma con violenza che l’omosessualità è una malattia da curare con una 'pedagogia' autoritaria e discriminatoria.
Non possiamo accettarlo perché dal tunnel della crisi si esce solo imboccando una strada diversa.
Per questo sentiamo di dover unire le nostre voci a quelle di chi in questi giorni sta chiedendo alle pubbliche autorità di vietare un corteo di chiara matrice fascista, dunque organicamente anti-costituzionale.
Per questo, soprattutto, rivolgiamo un intenso appello a tutte e a tutti coloro per i quali l’antifascismo non deve vivere dentro una dimensione ritualistica e cerimoniale ma dentro lo sforzo quotidiano di una lotta per l’uguaglianza, la giustizia sociale, la libertà - quella vera, che risiede nella partecipazione: non quella di plastica, e neppure quella servile.

Quel giorno riprendiamoci le strade, opponiamoci con un presidio alla lugubre sfilata di svastiche e croci celtiche, di ignoranza e pregiudizi.
Impegniamoci a colorarle con una street antifascista e antirazzista.

E, soprattutto, da qui a quel giorno lanciamo nel cuore della nostra città, sperando accada anche nelle altre città della nostra regione, una discussione aperta e franca sulla necessitata attualità dell’antifascismo oggi, al tempo della crisi. Una discussione collettiva sulla necessità di demistificare i codici culturali contro cui ci battiamo giorno dopo giorno, e di disinnescare con forza ed intelligenza, con duttilità ed intransigenza, tutte le iniziative che intendono riprodurli, alimentarli, eternarli.
No pasaran.
Laboratorio "Luogo comune"
Assemblea antifascista
APPUNTAMENTO SABATO 15 DICEMBRE PIAZZA CAIROLI 10:30 - 11:00
L' Arci si riconosce nei valori democratici nati dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo, valori che trovano piena affermazione nella Costituzione repubblicana, così recita lo statuto della nostra associazione, scritto nel dopoguerra in risposta agli anni di dittatura fascista e alla repressione sfociata spesso nel sangue di migliaia di compagne e compagni, che durante il ventennio, operavano nelle società di muto soccorso da cui l'Arci ha avuto origine.
Il Circolo Arci Thomas Sankara sarà presente alla manifestazione "Non si torna indietro" organizzata in risposta al corteo di Forza Nuova a Messina, organizzazione di stampo neofascista, xenofoba e razzista, di sabato pomeriggio.

Aderisce alla manifestazione il Comitato Territoriale Arci Messina, che rappresenta le decine di circoli arci presenti nella provincia di Messina, presidi democratici per l'uguaglianza e la giustizia sociale.

Non possiamo restare in silenzio, ti aspettiamo per dire no AL NEOFASCISMO - AL RAZZISMO - ALLE CAMPAGNE DENIGRATORIE E VIOLENTE CONTRO GLI STRANIERI - A CHI SI OPPONE ALLA CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA AI RAGAZZI/RAGAZZE DI ORIGINE STRANIERA NATI IN ITALIA - A CHI VUOLE RITORNARE AL CONCORDATO CON LA CHIESA DEL 1929 ED ANNULLARE LE BATTAGLIE DI LIBERTA' DELLE DONNE - ALL'OMOFOBIA - A UN'ORGANIZZAZIONE ILLEGALE CHE TRADISCE LA NOSTRA COSTITUZIONE I CUI FONDATORI SONO STATI CONDANNATI PER BANDA ARMATA ED ASSOCIAZIONE SOVVERSIVA

Perchè l'Italia rimanga un paese democratico

Street

martedì 20 novembre 2012

Fermare e isolare Netanyahu, non lasciare Gaza sola

Non abbiamo esitato a esprimere in questi mesi la nostra solidarietà alle popolazioni del sud-Israele così come a quelle di Gaza, vittime di chi sceglie a Tel Aviv come a Gaza l'uso delle armi. Siamo convinti che oggi il modo migliore per esser loro vicini è la dura condanna e l'isolamento internazionale del governo israeliano.
La grande offensiva militare che sta lanciando, chiamata ”colonna della difesa”, metterà ancora a ferro e fuoco la striscia di Gaza con l'obiettivo di dar seguito al lavoro iniziato, e in qualche modo per loro interrotto, con piombo fuso.
Occorre impedirglieloOccorre alzare la voce e isolare Netanyahu.
Il suo cinismo, grazie al colpevole silenzio della comunità internazionale, sta oltrepassando ogni limite. Vittima sacrificale l'intera popolazione di Gaza. La sovradimensionata “autodifesa”, l'uso spregiudicato dell'opzione militare, promossa da Netanyahu, ha l'obiettivo di spostare l'attenzione dell'elettorato israeliano dai problemi sociali alla sicurezza, di sabotare l'iniziativa palestinese di richiesta all'Onu di riconoscere la Palestina come stato non membro, di lanciare segnali minacciosi allo stesso Abu Mazen, ai fratelli musulmani al potere in Egitto, all'Iran.
Oggi la situazione nel Medioriente è diversa dai tempi di piombo fuso. Sono cambiati gli equilibri regionali, altri protagonisti si sono affermati, la crisi siriana coinvolge l'intera regione. Aggiungere tensione e fiamme a un equilibrio precario può far precipitare nel caos e nella violenza l'intero Medioriente.
Anche per questo occorre fermare e isolare Netanyahu.
L'escalation di violenza promessa da Netanyahu si inserisce in un contesto di stallo grave del processo di pace israelo-palestinese, conseguente a politiche di fatto compiute da parte del suo governo in questi anni, che, come ha dichiarato l’Unione Europea il 5 luglio scorso, non solo mettono in mora il processo di pace, ma rischiano di rendere impossibile la soluzione dei due stati per due popoli.
La risoluzione UE cita l'insediamento di nuove illegali colonie, il continuo abbattimento di case e infrastrutture palestinesi, l'isolamento di Gerusalemme est, la deportazione di popolazione, il blocco della striscia di Gaza, ecc.
Anche per questo, nell'interesse dello stesso popolo israeliano, occorre fermare e isolare Netanyahu.
Alziamo la voce della società civile, chiediamo con forza al governo italiano, all'Unione Europea, alla comunità internazionale di rientrare dalla propria colpevole latitanza, di non essere né indifferente, né complice. Spetta a loro fermare Netanyahu e costringere il governo israeliano a percorrere la via della pace fondata sui diritti di tutti, palestinesi e israeliani, sulla fine dell'occupazione.
Paolo Beni
Flavio Mongelli

23 novembre incontro con lo Sri Lanka, l'isola di Ceylon

Il primo incontro del ciclo "Il mondo in tavola" - esperti madretavola  presentano cene tematiche con approndimenti culturali - è dedicato all'isola di Ceylon, la Repubblica democratica socialista dello Sri Lanka.
La cucina singalese risulta influenzata, oltre che dalla vicina India, dalle usanze gastronomiche dei mercanti e degli invasori del passato: portoghesi, olandesi e malesi.
Il menù prevede una variazione alla tradizione singalese dello stare a tavola al fine poter apprezzare il rapporto tra le singole pietanze e l'uso delle spezie.  

ingresso riservato ai soci arci 
(il socio può essere accompagnato da 1 familiare o dal partner non tesserato)
E' richiesta la prenotazione, (tutti i giorni dalle 18 alle 21) tel 0906413730 entro il giorno prima. 

 
Un modo gustoso di sostenere un soggetto politico rivoluzionario, interluogo di crocevie del mondo.

martedì 16 ottobre 2012

Chiusura Sanatoria 2012



Un’occasione mancata
Dichiarazione di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci

Si chiude alla mezzanotte di oggi la procedura che avrebbe dovuto consentire l’emersione alle centinaia di migliaia di lavoratori stranieri che lavorano in nero. Il bilancio, sulla base della quantità di domande presentate (meno di 120mila), non può dirsi certamente positivo e fa parlare di ‘occasione mancata’, con conseguenze negative non solo per gli interessati, che continueranno nella loro condizione di irregolari, ma anche per le casse dello stato, visto il mancato gettito fiscale. Costi troppo alti, procedure complesse, requisiti impossibili e poca chiarezza hanno contribuito al mezzo fallimento di un provvedimento che in tanti attendevano.
La sua efficacia è stata sacrificata sull’altare degli interessi contrapposti della ‘strana maggioranza’ e persino la richiesta di allungare i tempi del provvedimento non ha avuto al momento alcun esito. Eppure  il parere dell’avvocatura dello stato che faceva un po’ di chiarezza su uno dei punti più controversi è arrivato soltanto a pochi giorni  dalla chiusura e quindi una proroga sarebbe più che giustificata.
Il risultato è che probabilmente nemmeno un quinto di chi avrebbe potuto accedervi ne ha usufruito, e quasi il 90% delle domande presentate riguardano lavori domestici e di cura, cioè quelle categorie di lavoratori per i quali non era richiesto il requisito del tempo pieno e i costi, rispetto ad altri tipi di lavori, decisamente
inferiore. Chi ci è riuscito, è probabilmente corso a farsi assumere in questi ruoli pur di ottenere la regolarizzazione, anche se probabilmente il suo lavoro reale è di tutt’altro tipo. Cose già viste nelle scorse regolarizzazioni, che avevamo puntualmente segnalato, ma che nessuno ha voluto prendere in considerazione.

Altro potente deterrente, come abbiamo più volte denunciato, è stata la prevista disparità di trattamento tra lavoratore e datore di lavoro in caso di non accettazione della domanda. Il secondo avrebbe rischiato al massimo una multa, mentre per lo straniero sarebbe scattata l’espulsione.


Ma da domani cominceranno le difficoltà per tutti. Saranno infatti pienamente operative le sanzioni introdotte dalla Direttiva europea n. 52, particolarmente severe nel caso venga riconosciuto lo sfruttamento. In questo caso il lavoratore che presenti denuncia a carico del datore di lavoro potrà ottenere il permesso di soggiorno per la durata del processo, un po’ poco per trovare il coraggio di una denuncia che potrebbe risolversi in un’espulsione.
Si sarebbe potuta affrontare questa nuova fase in un contesto  radicalmente diverso, con la maggior parte delle situazioni sanate. Così non si è voluto fare e a pagarne le conseguenze saranno come al solito i più deboli. Ci chiediamo, come in altre occasioni, il perché e a chi giova.
DATI DEL MINISTRO DEGLI INTERNI
DICHIARAZIONE DI EMERSIONE:
- Moduli inviati totali presentate in Italia  134.576
- Moduli inviati totali presentate in Sicilia 2272
- Moduli inviati totali presentate a Messina 762
 

Catania, 634
Trapani, 230
Agrigento, 257
Trapani, 230
Siracusa, 200
Caltanisetta, 149
Enna. 22

giovedì 4 ottobre 2012

Sanatoria 2012: Novità sulla definizione di organismi pubblici

 Oggi è stato divulgato il parere dell'Avvocatura  dello Stato sulla interpretazione dell'art. 5 del Decreto Legislativo n. 109 del 2012 sulla regolarizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori stranieri irregolari.
Maggiori possibilità, leggete attentamente le ipotesi....



Appello per la manifestazione nazionale del 6 ottobre



I venti di guerra soffiano nuovamente sul Mediterraneo; la Sicilia, da settant’anni occupata dall’esercito degli Stati Uniti, continua a subire un ruolo centrale nella strategia militare sia NATO che statunitense. A Niscemi proseguono senza sosta i lavori di costruzione del Muos, che attraverso le sue enormi parabole permetterà il flusso planetario delle informazioni militari; Sigonella
Capitale mondiale dei droni (Global Hawk, Predator, Reaper) è in prima linea nelle politiche di attacco, come avviene da tempo con le guerre in Iraq, Afghanistan, Libia, ecc.
Il Muos, in costruzione dentro la Sughereta di Niscemi, Sito di Interesse Comunitario, è nocivo per la salute dei siciliani; nel breve e medio periodo l’esposizione alle sue microonde provocherà gravissime patologie, come tumori di vario tipo, leucemie infantili, infarti, melanomi, linfomi, malformazioni fetali, sterilità, aborti, mutazioni de sistema immunitario ecc.; esso grava su un territorio già stuprato dal Petrolchimico di Gela e dalle 41 antenne della base della marina militare USA NRTF, operanti anch’esse all’interno della Sughereta, le cui emissioni elettromagnetiche violano sistematicamente, dal 1991, i limiti previsti dalla legge.
L’ambiente circostante l’installazione, per il raggio di decine e decine di km verrà progressivamente devastato e reso sterile, mentre l’agricoltura, patrimonio produttivo delle aree circostanti, subirà pesanti condizionamenti.
Il MUOS è capace di interferire con le strumentazioni tecnologiche dei voli civili sull’aeroporto di Fontanarossa (già sottoposto a servitù militare dalla vicina base di Sigonella); è la vera causa della mancata apertura dell’aeroporto di Comiso; è un ingombrante ostacolo per il rilancio dell’economia territoriale; è soprattutto uno strumento di guerra e di morte.
Noi, coordinamento regionale dei Comitati NO MUOS
  • vogliamo che si revochi immediatamente l’installazione del MUOS e che si smantellino le 41 antenne NRTF.
  • Vogliamo la smilitarizzazione della base americana di Sigonella, da riconvertire in aeroporto civile internazionale.
  • Vogliamo che il governo, che taglia le spese sociali aumentando ogni genere di tasse e imposte per salvare il capitale finanziario ed il debito delle banche, tagli invece le spese militari.
  • Vogliamo che la Sicilia sia una culla di Pace al centro di un Mediterraneo mare di incontro, di convivenza e di cooperazione tra i popoli.
Facciamo appello per una manifestazione nazionale su questi temi da tenersi a Niscemi sabato 6 ottobre con concentramento alle ore 14,30 presso SP10 Contrada Apa da dove un corteo sfilerà fino alla base NRTF; In serata ore 19,30 (concentramento largo Mascione) corteo in città con concerto e interventi in piazza V. Emanuele. 
Coordinamento regionale Comitati No MUOS