martedì 20 novembre 2012

Fermare e isolare Netanyahu, non lasciare Gaza sola

Non abbiamo esitato a esprimere in questi mesi la nostra solidarietà alle popolazioni del sud-Israele così come a quelle di Gaza, vittime di chi sceglie a Tel Aviv come a Gaza l'uso delle armi. Siamo convinti che oggi il modo migliore per esser loro vicini è la dura condanna e l'isolamento internazionale del governo israeliano.
La grande offensiva militare che sta lanciando, chiamata ”colonna della difesa”, metterà ancora a ferro e fuoco la striscia di Gaza con l'obiettivo di dar seguito al lavoro iniziato, e in qualche modo per loro interrotto, con piombo fuso.
Occorre impedirglieloOccorre alzare la voce e isolare Netanyahu.
Il suo cinismo, grazie al colpevole silenzio della comunità internazionale, sta oltrepassando ogni limite. Vittima sacrificale l'intera popolazione di Gaza. La sovradimensionata “autodifesa”, l'uso spregiudicato dell'opzione militare, promossa da Netanyahu, ha l'obiettivo di spostare l'attenzione dell'elettorato israeliano dai problemi sociali alla sicurezza, di sabotare l'iniziativa palestinese di richiesta all'Onu di riconoscere la Palestina come stato non membro, di lanciare segnali minacciosi allo stesso Abu Mazen, ai fratelli musulmani al potere in Egitto, all'Iran.
Oggi la situazione nel Medioriente è diversa dai tempi di piombo fuso. Sono cambiati gli equilibri regionali, altri protagonisti si sono affermati, la crisi siriana coinvolge l'intera regione. Aggiungere tensione e fiamme a un equilibrio precario può far precipitare nel caos e nella violenza l'intero Medioriente.
Anche per questo occorre fermare e isolare Netanyahu.
L'escalation di violenza promessa da Netanyahu si inserisce in un contesto di stallo grave del processo di pace israelo-palestinese, conseguente a politiche di fatto compiute da parte del suo governo in questi anni, che, come ha dichiarato l’Unione Europea il 5 luglio scorso, non solo mettono in mora il processo di pace, ma rischiano di rendere impossibile la soluzione dei due stati per due popoli.
La risoluzione UE cita l'insediamento di nuove illegali colonie, il continuo abbattimento di case e infrastrutture palestinesi, l'isolamento di Gerusalemme est, la deportazione di popolazione, il blocco della striscia di Gaza, ecc.
Anche per questo, nell'interesse dello stesso popolo israeliano, occorre fermare e isolare Netanyahu.
Alziamo la voce della società civile, chiediamo con forza al governo italiano, all'Unione Europea, alla comunità internazionale di rientrare dalla propria colpevole latitanza, di non essere né indifferente, né complice. Spetta a loro fermare Netanyahu e costringere il governo israeliano a percorrere la via della pace fondata sui diritti di tutti, palestinesi e israeliani, sulla fine dell'occupazione.
Paolo Beni
Flavio Mongelli

23 novembre incontro con lo Sri Lanka, l'isola di Ceylon

Il primo incontro del ciclo "Il mondo in tavola" - esperti madretavola  presentano cene tematiche con approndimenti culturali - è dedicato all'isola di Ceylon, la Repubblica democratica socialista dello Sri Lanka.
La cucina singalese risulta influenzata, oltre che dalla vicina India, dalle usanze gastronomiche dei mercanti e degli invasori del passato: portoghesi, olandesi e malesi.
Il menù prevede una variazione alla tradizione singalese dello stare a tavola al fine poter apprezzare il rapporto tra le singole pietanze e l'uso delle spezie.  

ingresso riservato ai soci arci 
(il socio può essere accompagnato da 1 familiare o dal partner non tesserato)
E' richiesta la prenotazione, (tutti i giorni dalle 18 alle 21) tel 0906413730 entro il giorno prima. 

 
Un modo gustoso di sostenere un soggetto politico rivoluzionario, interluogo di crocevie del mondo.

martedì 16 ottobre 2012

Chiusura Sanatoria 2012



Un’occasione mancata
Dichiarazione di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci

Si chiude alla mezzanotte di oggi la procedura che avrebbe dovuto consentire l’emersione alle centinaia di migliaia di lavoratori stranieri che lavorano in nero. Il bilancio, sulla base della quantità di domande presentate (meno di 120mila), non può dirsi certamente positivo e fa parlare di ‘occasione mancata’, con conseguenze negative non solo per gli interessati, che continueranno nella loro condizione di irregolari, ma anche per le casse dello stato, visto il mancato gettito fiscale. Costi troppo alti, procedure complesse, requisiti impossibili e poca chiarezza hanno contribuito al mezzo fallimento di un provvedimento che in tanti attendevano.
La sua efficacia è stata sacrificata sull’altare degli interessi contrapposti della ‘strana maggioranza’ e persino la richiesta di allungare i tempi del provvedimento non ha avuto al momento alcun esito. Eppure  il parere dell’avvocatura dello stato che faceva un po’ di chiarezza su uno dei punti più controversi è arrivato soltanto a pochi giorni  dalla chiusura e quindi una proroga sarebbe più che giustificata.
Il risultato è che probabilmente nemmeno un quinto di chi avrebbe potuto accedervi ne ha usufruito, e quasi il 90% delle domande presentate riguardano lavori domestici e di cura, cioè quelle categorie di lavoratori per i quali non era richiesto il requisito del tempo pieno e i costi, rispetto ad altri tipi di lavori, decisamente
inferiore. Chi ci è riuscito, è probabilmente corso a farsi assumere in questi ruoli pur di ottenere la regolarizzazione, anche se probabilmente il suo lavoro reale è di tutt’altro tipo. Cose già viste nelle scorse regolarizzazioni, che avevamo puntualmente segnalato, ma che nessuno ha voluto prendere in considerazione.

Altro potente deterrente, come abbiamo più volte denunciato, è stata la prevista disparità di trattamento tra lavoratore e datore di lavoro in caso di non accettazione della domanda. Il secondo avrebbe rischiato al massimo una multa, mentre per lo straniero sarebbe scattata l’espulsione.


Ma da domani cominceranno le difficoltà per tutti. Saranno infatti pienamente operative le sanzioni introdotte dalla Direttiva europea n. 52, particolarmente severe nel caso venga riconosciuto lo sfruttamento. In questo caso il lavoratore che presenti denuncia a carico del datore di lavoro potrà ottenere il permesso di soggiorno per la durata del processo, un po’ poco per trovare il coraggio di una denuncia che potrebbe risolversi in un’espulsione.
Si sarebbe potuta affrontare questa nuova fase in un contesto  radicalmente diverso, con la maggior parte delle situazioni sanate. Così non si è voluto fare e a pagarne le conseguenze saranno come al solito i più deboli. Ci chiediamo, come in altre occasioni, il perché e a chi giova.
DATI DEL MINISTRO DEGLI INTERNI
DICHIARAZIONE DI EMERSIONE:
- Moduli inviati totali presentate in Italia  134.576
- Moduli inviati totali presentate in Sicilia 2272
- Moduli inviati totali presentate a Messina 762
 

Catania, 634
Trapani, 230
Agrigento, 257
Trapani, 230
Siracusa, 200
Caltanisetta, 149
Enna. 22

giovedì 4 ottobre 2012

Sanatoria 2012: Novità sulla definizione di organismi pubblici

 Oggi è stato divulgato il parere dell'Avvocatura  dello Stato sulla interpretazione dell'art. 5 del Decreto Legislativo n. 109 del 2012 sulla regolarizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori stranieri irregolari.
Maggiori possibilità, leggete attentamente le ipotesi....



Appello per la manifestazione nazionale del 6 ottobre



I venti di guerra soffiano nuovamente sul Mediterraneo; la Sicilia, da settant’anni occupata dall’esercito degli Stati Uniti, continua a subire un ruolo centrale nella strategia militare sia NATO che statunitense. A Niscemi proseguono senza sosta i lavori di costruzione del Muos, che attraverso le sue enormi parabole permetterà il flusso planetario delle informazioni militari; Sigonella
Capitale mondiale dei droni (Global Hawk, Predator, Reaper) è in prima linea nelle politiche di attacco, come avviene da tempo con le guerre in Iraq, Afghanistan, Libia, ecc.
Il Muos, in costruzione dentro la Sughereta di Niscemi, Sito di Interesse Comunitario, è nocivo per la salute dei siciliani; nel breve e medio periodo l’esposizione alle sue microonde provocherà gravissime patologie, come tumori di vario tipo, leucemie infantili, infarti, melanomi, linfomi, malformazioni fetali, sterilità, aborti, mutazioni de sistema immunitario ecc.; esso grava su un territorio già stuprato dal Petrolchimico di Gela e dalle 41 antenne della base della marina militare USA NRTF, operanti anch’esse all’interno della Sughereta, le cui emissioni elettromagnetiche violano sistematicamente, dal 1991, i limiti previsti dalla legge.
L’ambiente circostante l’installazione, per il raggio di decine e decine di km verrà progressivamente devastato e reso sterile, mentre l’agricoltura, patrimonio produttivo delle aree circostanti, subirà pesanti condizionamenti.
Il MUOS è capace di interferire con le strumentazioni tecnologiche dei voli civili sull’aeroporto di Fontanarossa (già sottoposto a servitù militare dalla vicina base di Sigonella); è la vera causa della mancata apertura dell’aeroporto di Comiso; è un ingombrante ostacolo per il rilancio dell’economia territoriale; è soprattutto uno strumento di guerra e di morte.
Noi, coordinamento regionale dei Comitati NO MUOS
  • vogliamo che si revochi immediatamente l’installazione del MUOS e che si smantellino le 41 antenne NRTF.
  • Vogliamo la smilitarizzazione della base americana di Sigonella, da riconvertire in aeroporto civile internazionale.
  • Vogliamo che il governo, che taglia le spese sociali aumentando ogni genere di tasse e imposte per salvare il capitale finanziario ed il debito delle banche, tagli invece le spese militari.
  • Vogliamo che la Sicilia sia una culla di Pace al centro di un Mediterraneo mare di incontro, di convivenza e di cooperazione tra i popoli.
Facciamo appello per una manifestazione nazionale su questi temi da tenersi a Niscemi sabato 6 ottobre con concentramento alle ore 14,30 presso SP10 Contrada Apa da dove un corteo sfilerà fino alla base NRTF; In serata ore 19,30 (concentramento largo Mascione) corteo in città con concerto e interventi in piazza V. Emanuele. 
Coordinamento regionale Comitati No MUOS

mercoledì 19 settembre 2012

NO MUOS : GLI APPUNTAMENTI

Dopo un’estate che ha visto l’attivazione di nuovi comitati No Muos prosegue in Sicilia la mobilitazione contro l’installazione delle antenne del sistema di comuncazione Muos a Niscemi.
Il Muos, Mobile User Objective System, è uno dei quatto terminali terrestri parte di un programma gestito dal Dipartimento della Difesa Usa: una rete di mega antenne e satelliti per telecomunicazioni veloci. È un sistema per propagare e moltiplicare gli ordini di attacco convenzionale, chimico, batteriologico e nucleare, ad uso esclusivo delle forze armate statunitensi. Tre terminali sono installati in Australia, in Virginia, e nelle isole Hawaii; il quarto nella sughereta di Niscemi, sito di interesse comunitario, dove sono già state devastate decine di ettari di riserva naturale e dove stanno per essere montate tre grandi antenne paraboliche che guideranno, con le loro onde elettromagnetiche, missili e aerei senza pilota. Alla fine di una recente tre giorni, a cui hanno partecipato centinaia di persone, è stata convocata una manifestazione nazionale per il prossimo 6 ottobre: un’ulteriore occasione per denunciare il pesante impatto sull’ambiente, sulla salute delle persone, sul traffico aereo, sulle prospettive di sviluppo del territorio. Inoltre durante un lavoro di ricerca materiali, in vista dell’audizione presso la Commissione difesa della Camera, sono venute alla luce preoccupanti omissioni e ritardi nella diffusione della documentazione prodotta dall’agenzia ARPA-Sicilia (Agenzia Regionale per la protezione ambientale) a proposito delle emissioni della stazione di telecomunicazioni militari e della realizzazione del sistema MUOS. È infatti emerso che non sono mai state divulgate, se non in forma parziale, due importanti relazioni istruttorie prodotte da Arpa Sicilia nel 2009 e le controdeduzioni del giugno 2011 alla relazione tecnica sull’analisi del rischio inviata dal comune di Niscemi: queste contengono informazioni che - pur sostanzialmente confermando la pericolosità del MUOS - rimanda incredibilmente la verifica della effettiva pericolosità a rilevazioni delle emissioni elettromagnetiche da farsi dopo il completamento dell’installazione.
Soprattutto tali relazioni e le controdeduzioni non sono mai state trasmesse ai consulenti tecnici (Coraddu e Zucchetti del Politecnico di Torino) che, per conto del comune di Niscemi, hanno stilato nel 2009 la relazione tecnica. Nel pomeriggio di martedì 11 inoltre, i Sindaci dei comuni interessati dall’installazione del MUOS e una rappresentanza dei comitati hanno partecipato a Roma alle audizioni presso la Commissione Difesa della Camera e la Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito del Senato. Sono state esposte le problematiche politiche, economiche e ambientali legate al completamento dell’installazione. È stata quindi chiesta la revoca delle autorizzazioni già rilasciate e l’arresto dei lavori.
Com’era prevedibile, la commissione non ha assunto nessun impegno, limitandosi a prendere atto delle ragioni di chi si oppone alla realizzazione del Muos.
L’incontro con la commissione d’inchiesta sull‘uranio impoverito è stato invece più positivo. Il presidente ha infatti deciso di formalizzare una nuova proposta di audizione al Ministero della difesa e al presidente della Regione siciliana per chiedere, sulla base del principio di precauzione, la moratoria del progetto fino a quando non ne sia accertata la non pericolosità per la salute delle popolazioni.
Per i movimenti il prossimo appuntamento è il 6 ottobre a Niscemi.
In vista della settimana di mobilitazione, contro la costruzione del MUOS e per la smilitarizzazione della Sicilia, che avrà inizio il 29 Settembre e si concluderà il 6 Ottobre con una grande manifestazione nazionale a Niscemi, invitiamo tutt* a partecipare all'incontro.
Il MUOStro è in agguato...DISARMIAMOLO!
GIOVEDI' 20 SETTEMBRE ORE 17:30 CIRCOLO ARCI THOMAS SANKARA
Interverrà Antonio Mazzeo (scheda informativa sul MUOS)

giovedì 9 agosto 2012

L'Italia sono anch'io a Palazzo dei Leoni

Continua la nostra azione di impegno civile contro le disuguaglianze. Dopo lo stop in Commissione Affari Istituzionali, il Palamento continua ad eludere la volontà popolare e non accoglie le due proposte di legge della campagna "L'Italia sono anch'io" per la modifica della normativa sulla cittadinanza e per il diritto di voto delle cittadine e cittadini stranieri alle amministrative.
L'Arci "operaia" sulla terrazza di Palazzo dei Leoni
Messina, dopo Palermo, è la seconda città siciliana ad accogliere una gigantografia della campagna, realizzata con i volti di donne e uomini di origine straniera che vivono in Italia.
L’Osservatorio Provinciale contro le discriminazioni, istituito dalla Provincia Regionale di Messina all’interno della rete nazionale dell’UNAR, su invito del Circolo Arci Thomas Sankara, antenna territoriale dell’Osservatorio, ha aderito alla campagna: sulla facciata di Palazzo dei Leoni è esposta la gigantografia raffigurante Naima Achchar, panettiera e mamma di origine marocchina in Italia da 13 anni.
Tutti i materiali sono stati realizzati con il contributo della Fondazione Soros (Open Society Foundations).
Il Comitato cittadino della campagna è composto anche da CGIL, Caritas, Chiesa Valdese, Acli, Arcigay,
Lelat.
I dettagli della campagna “L’Italia sono anch’Io” sono stati presentati in conferenza stampa il 6 agosto presso la saletta commissioni della Provincia Regionale di Messina.